Cavolo, un mese. Non ero mancata mai così tanto da questo posto. Ci sono tornata ogni giorno per salutare chi nel frattempo passava. Ma non gli ho affidato più nulla. Non una parola, non un pensiero arrabbiato o triste. Eppure ce ne sarebbe stata l'occasione. Un altro treno, un'altra delusione. Ma ormai è tutto previsto, tutto calcolato. Non ci sorprende più, giusto?
Non ci ho messo nemmeno pensieri felici. Anche questo avrei potuto farlo. Un altro treno. Altri sorrisi ad attendermi. Una serata che comunque vada ti senti lo stesso a casa.
Non ho scritto nulla di tutto questo, non ho scritto nulla di tutto quello che è successo dopo. Forse perchè alla fine non c'è molto altro di nuovo da dire. Vivo, rifletto, metabolizzo, guardo avanti, inciampo ma non casco più. Ricomincio insomma.
Ritorno, ritorno presto e alla grande. Questo posto mi manca. Ma in questi giorni sono stata con me, in silenzio.
E' un periodo in cui va così. Chi mi conosce, chi sa, avrà sicuramente capito che io non sono io. Non lo sono più da un po' ormai. In tutti questi mesi -a pensarci bene non sono più mesi, ma anni- non ho fatto altro che sentirmi ripetere che non mi si riconosceva. Non c'era più la ragazza rompipalle, non c'era più la ragazza che rideva e scherzava, quella che piuttosto che stare da sola a casa preferiva sempre il solito noioso pub. Non c'era più la ragazza che credeva nell'amicizia, nei rapporti che ti fanno stare bene. In quel rapporto.
Chi mi conosce, chi sa, avrà sicuramente capito che quella ragazza non tornerà più.
Ci sono cose, persone, affetti che non riconosco più come miei. Ma non fa male. E' come se qualcuno, non solo avesse costruito intorno a me una grossa bolla trasparente, ma abbia avuto anche la pazienza di farla semipermeabile.
E così ci sono dei giorni che tutto mi passa davanti come se fossi al cinema a guardare un film scadente. Nessuno scossone, nessuna vertigine, nessun effetto. Nulla.
Ma ci sono degli attimi, pochi minuti che arrivano inaspettati, in cui qualcosa soffia e si fa spazio nella mia bolla. Ci sono cose, anche le più impensate, che toccano la carne scoperta, quella non ancora guarita del tutto.
E allora mi ritrovo a commuoverni per delle cose sciocche. Per uno sguardo di un amico in un posto insolito, per una frase letta dal professore a lezione, per una canzone, per una foto. Stasera è per questo:
"Cerca altrove quello che ti manca,
dà ad altri quello che a me non sai dare,
trova il modo per realizzare il sogno,
e torna da me quando di me non avrai bisogno.
L'esame in cui mi impegnerò di più è il prossimo;
Il sogno più importante è quello che ancora devo realizzare;
Quel libro interessante che volevo leggere lo comprerò domani, oggi sono troppo impegnata;
Il ragazzo con cui mi dimenticherò di te ancora non l'ho conosciuto.
... è che vivo la mia vita come se la guardassi da un cannocchiale, mentre semplicemente mi servirebbero un paio di occhiali (da ipermetrope).
E intanto le tue dita tessevano parole Così senza fatica e senza far rumore Lo spazio di una riga e avevi preso il volo Un punto esclamativo e rimanevo solo.
Così alla fine ti ho seguita per tutta la punteggiatura Assurdo non averti mai capita e non riuscirci neanche ora.
Non so se s'è capito... non mi va tanto di scrivere adesso, ma tanto torno presto.
La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.
... indiscutibilmente sono cose per cui vale la pena e io vorrei competare l'album
Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle - ce l'ho -
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle - ce l'ho -
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa - ce l'ho -
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra - ce l'ho -
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare - ce l'ho -
schiuma di cavalloni pazzi che si inseguono nel mare - ce l'ho -
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l'America senza fermate.
Avrai due lacrime più dolci da seccare - ce l'ho -
un sole che si uccide e pescatori di telline - ce l'ho -
e neve di montagne e pioggia di colline - ce l'ho -
avrai un legnetto di cremino da succhiare - ce l'ho -
avrai una donna acerba
e un giovane dolore - ce l'ho -
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore - ce l'ho -
avrai una sedia per posarti e ore vuote come uova di cioccolato - ce l'ho -
ed un amico che ti avrà deluso tradito e ingannato... - ce l'ho -
Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano, - ce l'ho -
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore avrai... - ce l'ho -
Avrai parole nuove da cercare quando viene sera - ce l'ho -
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in gola un po' di tosse - ce l'ho -
Natale di agrifoglio e candeline rosse - ce l'ho -
avrai un lavoro da sudare - ce l'ho -
mattini fradici di brividi e rugiada - ce l'ho -
giochi elettronici e sassi per la strada - ce l'ho -
avrai ricordi ombrelli e chiavi da scordare - ce l'ho -
Avrai carezze per parlare con i cani - ce l'ho -
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro e mani che frugano le tasche della vita - ce l'ho -
ed una radio per sentire che la guerra è finita...
Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore, amore, amore avrai...
Guardavo le luci accese nonostante non fosse ancora sera e accanto a me due bambini si litigavano quel paesaggio: "E' mia questa citta" "No, è mia" "No, è anche un po' mia.
Vedete bimbi... Questa città, le città in genere, le persone, che a loro volta sono piccole città che camminano... Tutte queste cose non sono di nessuno. Un giorno le incontri, le attraversi, prendi tutto quello che puoi e infine le lasci andare.