domenica, 30 settembre 2007
Anche la notte ti somiglia
la notte remota che piange
muta, dentro il cuore profondo,
e le stelle passano stanche.
Una guancia tocca una guacia,
è un brivido freddo qualcuno
si dibatte e t'implora; solo,
sperduto in te, nella tua febbre.
La notte soffre e alena l'alba,
povero cuore che sussulti.
O viso chiuso, buia angoscia,
febbre che rattristi le stelle,
c'è chi come te attende l'alba
scrutando il tuo viso in silenzio.
Sei distesa sotto la notte
come un chiuso orizzonte morto.
Povero cuore che sussulti,
un giorno lontano eri alba.

Simplygiulia
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giovedì, 27 settembre 2007
C'era una volta un tale
che voleva trovare
il numero più grande del mondo.
Comincia a contare e mai si stanca:
gli viene la barba grigia,
gli viene la barba bianca,
ma lui conta, conta sempre
milioni di milioni
di miliardi di miliardi
di strabilioni
di meraviglioni
di meravigliardi...
In punto di morte scrisse un numero lungo
dalla Terra a Nettuno.
Ma un bimbo gridò - Più uno!
E il grande calcolatore
ammise, un poco triste,
che il numero più grande del mondo non esiste.
G. Rodari
Non bisogna essere psicologi o pedagogisti per sapere che quello che ci insegnano da piccoli influenza in gran parte quello che saremo da grandi. Il commento di uno dei miei bimbi a questi versi è stato : "Che triste!". Triste perchè è il racconto di una vita spesa inutilmente, alla ricerca di qualcosa che agli occhi dei più non esiste.
Ma non dovrebbero invece insegnarci che per qualsiasi cosa ognuno decide di spendere la propria vita, ne vale sempre e comunque la pena?
Non dovrebbero insegnarci che non importa il traguardo che raggiungi, ma quello che impari nel frattempo?
Non dovrebbero insegnarci che non importa la meta, ma come affronti il percorso?
E infine non dovrebbero insegnarci, per dirla come un film, che non importa quello che trovi alla fine della corsa, l'importante è come ti senti mentre corri?
Una cosa però è terribilmente vera... Alla fine la saggezza arriva da un bambino. Forse il mondo sarebbe un posto migliore se tutti imparassimo questo.

Simplygiulia
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sabato, 22 settembre 2007
Il mio niente
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Oggi verrei a casa tua,
farei questo lungo viaggio
solo per infilare questi versi
nella fessura sotto la porta,
non potrei rompere
il divieto di rivederci.
Niente, vorrei dirti,
solo questo niente.
Fu detto già tutto.
Da quando ci siamo separati
sopravviviamo,
siamo la rovina di quel tempo.
Ma questo mio niente dopo di te
mi sostiene e si rafforza,
cresce bene con gli anni,
si fa grande, muta la voce,
non vuole più stare con me,
esce sempre più spesso
a cercare altro niente,
inutilmente bello come fui.
I nostri occhi han fissato il sole,
non guardano più,
ricordano di aver visto.
A che servirebbe rivederti ?
Perderei il mio niente.
Di tutte le cose che potevo fare
ho sempre scelto una sola,
monco di troppe vite non fatte
tu sei il Niente che mi ha scelto.
E ti appartengo sempre.
R. Pazzi

Simplygiulia
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giovedì, 20 settembre 2007
Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l'avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.
G. Rodari

Simplygiulia
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lunedì, 17 settembre 2007
Non sto bene.
Non mi piace la persona che sto diventando.
Per proteggermi ho preso le mie emozioni e i miei sentimenti "buoni", la mia umanità, li ho impacchettati e li ho nascosti. Non ricordo più dove.
Non mi amo più.
La rabbia è l'unica cosa che mi ricorda che non sono una macchina.
Ho bisogno di qualcuno che mi prenda per mano e mi ri-insegni a vivere.
So che ho bisogno di aiuto ma non so a chi chiederlo.
Mi sento sola e so che probabilemte è colpa mia.
So che ho sbagliato, da qualche parte, devo per forza aver sbagliato. Ma non riesco a vedere dove, nè come rimettere le cose a posto.

Simplygiulia
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lunedì, 10 settembre 2007
I won't suffer, be broken, get tired, or wasted
Surrender to nothing, or give up what I
Started and stopped it, from end to beginning
A new day is coming, and I am finally free
Run away, run away, I'll attack
Run away, run away, go chase yourself
Run away, run away, now I'll attack
I'll attack, I'll aa
I would have kept you, forever, but we had to sever
It ended for both of us, faster than a
Kill off this thinking, it's starting to sink in
I'm losing control now, and without you I can finally see
Run away, run away, I'll attack
Run away, run away, go change yourself
Run away, run away, now I'll attack
I'll attack, I'll aa
Your promises, they look like lies
Your honesty, like a back that hides a knife
I promise you
I promise you
And I am finally free
Run away, run away, I'll attack
Run away, run away, go change yourself
Run away, run away, now I'll attack
I'll attack, I'll attack, I will attack
Run away, I'll attack, I will attack
Run away, I'll attack, I will attack
Run away , I'll attack
I'll aa
Your promises
I promise you
I promise you

Simplygiulia
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venerdì, 07 settembre 2007
Giro e rigiro sulle innumerevoli pagine del web. Sbircio qua e la e ad ogni sguardo ritrovo una frase che mi ricorda te, che descrive ciò che sei tu. Io non so farlo, non ce le ho le frasi per spiegare a me o ad altri quello che sei. Ci provo, mi sforzo ma tutto quello che mi viene in mente è qualche parola sconnessa, qualcosa che suona tipo "vuoto" "stanchezza" "maliconia". Mi basta inciampare in qualche tua foto perchè queste parole si sitiracchino pigre fuori dalla mia mente. E allora capisco. Capisco che sono sempre state li, che ci saranno sempre. Capisco che quando la gente mi chiede "Ma che hai? Non stai bene?" è te che vede nel mio sguardo, nel mio sorriso appena accennato per convincere il mondo che va tutto ok. E capisco che non devo sorprendermi perchè lo so, lo sapevo, l'ho sempre saputo che c'eri anche quando facevo finta di essere felice, quando giocavo a non volerti più. Continuo a pensare e ripensare a tutto, agli errori, ai sorrisi, agli sguardi, alle promesse. Mi lascio inabissare da tutti i sentimenti che questi ricordi si portano addosso. Ma serve? A chi? Tutto questo vuol dire essere viva?
"Sulla pelle l'anima ti parla, prende forma e ti ricorda che sei vivo finchè hai i brividi"
Ma sono sul serio brividi? O sono solo le solite scosse di assestamento? Quelle che ti ricordano l'attimo di morte che hai appena vissuto. Quelle che ti promettono che un momento così non lo rivivrai più per tanto tempo. Quelle che ti fanno capire che il peggio è passato e puoi ricominciare a fare progetti...
Io ce li ho dei progetti, lo so cosa voglio dalla mia vita, ma sai cosa c'è di nuovo? Non ho lo slancio per portarli a termine. Ci provo ogni giorno, mi butto in un'orario scolastico da preparare o in un libro da studiare ma mi sembra tutto inutile, mi sembra di fare tanta fatica per niente. Perchè mi rendo conto che posso lavorarci 24 ore su 24, ma quello che voglio veramente non ce l'ho. Perchè i miei progetti un senso ce l'hanno anche se non ci sei tu. E' il sapore che cambia. Il sapore...sei il mio sapore amaro.

Simplygiulia
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venerdì, 07 settembre 2007
Non esistono altre parole per spiegare.
E' così. E' la vita.
Quella tanto vera da fare male.

Simplygiulia
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cinema
lunedì, 03 settembre 2007
“C’era talmente tanta roba nella mia testa, allora, che il mondo fuori lo sentivo appena, passava come un ombra, la vita era tutta nei miei pensieri. Io quel ragazzo lo intravedevo appena, era più vero nel mio diario che sulle strade d’America, era un suono che percepivo appena e che cantavo ad occhi aperti nei miei sogni. Ultimo mi sa che nonsono mai arrivata a vederlo come una persona reale, vera. Era troppo presto, per me. Così, se adesso ci penso dal poggio dei miei 40 anni, vedo, lontano, un rosario di gesti che non saprei dire. I corpi, caro signor Parri, i corpi li avevamo come giocattoli senza istruzioni, nessuno di noi due li sapeva usare, il mio lo giostravo da maestra tra le pagine di un diario, ma era un modo per non usarlo di giorno, alla luce del sole. E Ultimo, per quel che ricordo, se lo portava in giro come un’impermeabile troppo grande. Si, devo avergli fatto qualcosa, certo che gli devo aver fatto qualcosa, e ricordo anche vagamente una notte fastidiosa, con me che ridevo, e tutto un valzer di gesti che non volevo capire, e parole che supplicavo di non sentire. Ma cosa gli ho fatto esattamente non lo so.
Gli ho fatto che non ero ancora nata, e questa, per la gente, è una cosa difficile da capire.
Ci ho messo tanto tempo a nascere. È andata così.
Però al signor Parri ho solo detto:
- Non ero innamorata di lui.
Succede, ha detto.”
“Per la prima volta sentiva una gran voglia di stringere Ultimo tra le braccia, e di toccarlo, e di sentire il suo corpo. Non mi importa di niente, pensò, vorrei solo quello. Voglio una cosa perduta, si disse.”

Simplygiulia
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